DIATRIBA ZUGLIANO-THIENE: LA NOSTRA POSIZIONE
gennaio 14, 2010In queste ultime settimane il Giornale di Vicenza ha più volte riferito sui rapporti tra i comuni di Thiene e Zugliano, usando termini quali “scontro”, “liti”, “diatriba”…
Noi consiglieri comunali di Zugliano del gruppo di Partecipazione e Democrazia prendiamo le distanze da queste baruffe. Questo clima non può che alimentare ulteriori conflittualità a danno finale dei cittadini.
Tanto più che, è bene ricordarlo, a non dialogare sono esponenti Pdl e Lega di Zugliano contro Lega e Pdl di Thiene. Due comuni confinanti, con possibili interessi comuni, dovrebbero cercare di confrontarsi in modo costruttivo, perché questo braccio di ferro corre il rischio di trasformarsi in cattiva amministrazione.
Noi siamo sempre stati contrari alla lottizzazione Rozzola. Sia perché danneggia i centri di Grumolo e Centrale facendoli gravitare verso Thiene; sia per l’enorme sacrificio di territorio che la realizzazione di questo piano comporterà. Il Sindaco Leonardi infatti dimentica di dire che, a suo tempo, per evitare la cava, erano stati concessi 80.000 mq di edificabile ma venivano preservati 140.000 mq di verde pubblico. Ora invece, grazie soprattutto al suo impegno, anche l’ area di verde pubblico è diventata edificabile, non certo per esigenze abitative dei cittadini di Zugliano…
Da parte nostra, abbiamo fatto tutto il possibile per contrastare o modificare questo progetto: oltre alla nostra ferma opposizione in Consiglio, abbiamo cercato sempre di informare la popolazione con periodici e volantini fino a promuovere anche una raccolta di firme. Abbiamo anche sollevato forti perplessità sull’inusuale procedura di approvazione del piano. Tutto inutile.
Alla luce degli ultimi accadimenti, e del giusto timore esternato dal Comune di Thiene per un considerevole aumento di traffico nella zona, ci chiediamo perché Thiene non sia intervenuta a tempo debito, quando è stato presentato il PATI, facendo fronte comune con noi. La Giunta e il Consiglio di Zugliano hanno il pieno diritto di decidere sul proprio territorio ma, se Thiene fosse intervenuta prima, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Infine vogliamo far notare che si è messa sul piatto della controversia la bretella stradale della futura circonvallazione est come se fosse merce di scambio o ricatto politico, una questione invece in buona parte indipendente dalla lottizzazione di via Lavarone.
A questo proposito, riteniamo che la bretella est sia un’opera importante ma che sia opportuno prima concludere la tangenziale ovest e verificarne l’efficienza.
Sulla bretella est ci vogliono scelte condivise tra le amministrazioni dei territori coinvolti. Non si può pensare a una sua realizzazione solo nel tratto di competenza di Zugliano.
Per questo auspichiamo e proponiamo che si torni a dialogare e a confrontarsi in modo costruttivo.
I Consiglieri del Gruppo “Partecipazione e Democrazia”
Vedi gli articoli pubblicati da “Il Giornale di Vicenza”
CONSIDERAZIONI SULL’APPROVAZIONE DEL PIANO ROZZOLA
dicembre 5, 2009In merito all’approvazione del Piano Rozzola, al di là dei dubbi sulla procedura seguita, nella sostanza riteniamo di dover ancora una volta, con tristezza, fare alcune meste considerazioni.
Questa operazione parte alla fine degli anni ’90 e nasce come “male minore” per evitare una cava, la quale – ora è evidente, ma già da allora era molto più che un sospetto – serviva solo come grimaldello per “aprire” al cambio di destinazione dell’area per poter lottizzare.
Ora che siamo alle battute finali di questa amara vicenda, e amara non lo dico solo per la responsabilità di amministratore quale sono stato chiamato con il voto dei cittadini, ma anche per la mia personale esperienza per cui vivendo nei pressi di quell’area ho chiaro il vissuto passato e presente trascorso in quei campi. Alla fine di questa vicenda, quindi, sottolineiamo ancora una volta come la politica amministrativa di questi anni non abbia saputo preservare il territorio dall’ennesimo assalto.
Chi rappresenta la ditta Selene, i soci più o meno noti, alcuni molto facoltosi, non hanno certo avanzato questa proposta perché, di concerto con gli amministratori hanno a cuore la crescita del nostro paese. Ciò mi sembra evidente. Riteniamo che questa operazione andava contrastata in tutti i modi e non “sposata” totalmente allo scopo di fare cassa. Gli investimenti strutturali (scuole e altro) si dovrebbero fare, oculatamente si si decide di farli, intaccando al minimo il territorio già duramente provato e cementificato.
Consideriamo grave il fatto che Sindaco e Giunta e – è giusto ricordarlo – anche vari nostri concittadini, considerino quell’area periferica rispetto al nostro territorio comunale, quindi passibile di trasformazione, senza preoccuparsi di cosa succederà lì dal punto di vista della viabilità e della qualità della vita, tanto il problema sarà dei thienesi.
E’ grave che il Comune di Thiene si sia mosso con notevole ritardo per cercare di contrastare questa mega-lottizzazione che andrà d’un sol colpo a occupare più di 200.000 metri quadrati di territorio, per 1.134 abitanti previsti. E’ bene ricordare che l’allora sindaco Schnek è stato uno dei principali sponsor di questa operazione.
Mi chiedo anche come sia stato possibile che la Regione non abbia potuto/saputo/voluto intervenire, soprattutto quando – a suo tempo – si trattava di approvare il PATI. Me lo chiedo retoricamente perchè è abbastanza evidente che in gioco qui c’erano degli interessi enormi. Interessi di cavatori, di investitori finanziari, di immobiliaristi… Insomma interessi di gente che sa aprire tante porte.
Con tristezza ancora una volta la politica strizza l’occhio ai forti, e si dimostra debole con i forti che portano a casa con successo questa mega operazione.
Per concludere un ultima osservazione. Ritengo che con l’approvazione di questo Piano dimostriamo come siamo ancora incapaci di guardare al nostro territorio con una logica di lungo termine, pensando a cosa lasciamo in eredità ai nostri figli e nipoti.
Sandro Maculan
Articolo pubblicato da “Il Giornale di Vicenza”……
INTERVENTO SULL’ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SUL CROCIFISSO
novembre 30, 2009La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, come evidenziato anche nell’ordine del giorno di questa sera, sembra essere “provvisoria, non coercitiva, non definitiva”, e ha trovato unanimi le principali forze politiche nell’esprimere perplessità.
Nessuno mette in dubbio che la sentenza contenga delle riflessioni e delle motivazioni quanto meno dubbie e comunque criticabili. Anche noi, infatti, riteniamo che il crocifisso, come simbolo in sé, ma soprattutto per il messaggio che rappresenta, non possa assolutamente essere identificato come un elemento turbativo delle coscienze o lesivo della libertà personale. Esso fa parte della storia, della cultura e del costume del nostro Paese. Ma soprattutto è importante perché riassume in sé il messaggio evangelico. Un messaggio di accoglienza, perdono, giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto per ogni persona umana.
Principi di cui anche la nostra Costituzione è intrisa. Giusto, pertanto, che la comunità cattolica italiana non condivida questa pronuncia che tradisce e travisa questo messaggio. Giusto, in linea di massima, anche il ricorso che verrà presentato presso le opportune sedi dal Governo italiano.
Profondamente sbagliata, invece, è la volontà manifestata da alcuni partiti di utilizzare questa occasione per strumentalizzare politicamente la questione. E’ addirittura imbarazzante constatare che il tentativo di cavalcare il comprensibile turbamento sociale provocato dalla sentenza , accaparrando così simpatie e consensi, provenga proprio da quelle forze politiche che fanno dell’intolleranza, del rifiuto a priori del diverso e della banalizzazione di complessi problemi di integrazione sociale, i loro cavalli di battaglia, quanto meno nei loro slogan più incisivi e martellanti. Trasmettere continuamente un messaggio in palese contrasto con i più elementari insegnamenti della Chiesa, assecondando e stimolando paure e malcontenti popolari, e poi ergersi a paladini del Crocifisso, anzi a crociati, è inaccettabile.
Il Crocifisso non è un’ampolla d’acqua del Po’ e nemmeno una qualsiasi bandiera. Il Crocifisso è di tutti coloro che credono nei valori che esso rappresenta. Non può essere “tirato per la giacchetta” per interessi di campo.
Quest’ordine del giorno ci spinge comunque a compiere alcune considerazioni.
Don Primo Mazzolari, ancora negli anni ’50, insegnava ai propri parrocchiani scrivendo: “Protestiamo perché qualcuno ha mancato di riverenza alla statua del santo, che è di legno. Non protestiamo quando vengono profanate le immagini vive del Cristo, che sono i poveri”…
Parole profetiche. Assistiamo a una grande corsa di politici e partiti (in particolare la Lega) a difendere il valore del crocifisso “di legno” per poi, in modo contraddittorio, vedere profanati aspramente i crocifissi “di carne”, per usare le parole di don Mazzolari.
- Si respingono barconi di disperati in fuga da guerre, dittature e fame in ottemperanza al decreto sicurezza, ma in contrasto con le norme internazionali sul diritto d’ asilo.
- Nel Comune di Coccaglio in provincia di Brescia, i clandestini verranno probabilmente cacciati in nome del Natale. E’ stata proposta infatti l’operazione “White Christmas” per un bianco Natale senza irregolari. Fino al 25 dicembre, per disposizione comunale, i Vigili andranno casa per casa a controllare gli extracomunitari. “Iniziativa lodevole e da imitare” ha dichiarato il ministro Maroni l’altro ieri. “Un’idea assurda che va contro lo spirito del Natale che è di fatto di accoglienza e di condivisione” risponde il vescovo Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio dei migranti. La CEI risponde in modo ancora più netto: “E’ una proposta aberrante”.
- L’amministrazione Leghista di San Martino all’Adige in provincia di Mantova, espone un manifesto dove si legge: “Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all’ufficio di polizia municipale o all’ufficio anagrafe”; questo è senso civico a senso unico: perché non vediamo analoghi inviti di sindaci e amministrazioni che si rivolgono ai cittadini invitandoli a denunciare chi inquina, a denunciare imprenditori e politici corrotti, a denunciare truffatori ed evasori fiscali, a denunciare chi assume e paga in nero, chi affitta case fatiscenti a prezzi esorbitanti, chi usa violenza dentro le mura domestiche, ecc. ecc.
- Non possiamo inoltre tacere su quanto affermato dal ministro La Russa dai microfoni di Rai Uno. Rivolto a quanti vogliono togliere il crocifisso, ha esclamato per tre volte “Possono morire, possono morire, possono morire!” a cui è seguito l’applauso dei presenti alla trasmissione… Gli ha risposto don Renato Sacco, presidente di Pax Christi : ”È aberrante ascoltare frasi come le Sue… Sono l’espressione di una religione che non è la mia. O, forse, è proprio l’espressione di una religione che non c’entra con la fede in Gesù Cristo. Una religione civile. E la cosa mi sembra molto pericolosa”.
E’ in atto una autentica criminalizzazione dell’intera categoria degli stranieri: tutti equiparati indistintamente a dei delinquenti o a dei fondamentalisti, anche chi lavora regolarmente, versa puntualmente le tasse, accudisce i nostri anziani, compie i lavori più umili che noi rifiutiamo di svolgere, è amico dei nostri figli perché è cresciuto in Italia e ha frequentato la loro stessa classe, riconosce Cristo come uno dei più grandi profeti del Corano e non avrebbe timore di festeggiarne la nascita a Natale.
Manifestare, per chi crede, la propria fede non significa ostentarla ma viverla e questo dovrebbe essere ancor più valido per chi è impegnato in politica. Troppe volte si vedono atteggiamenti e prese di posizione pubbliche, seguiti purtroppo da comportamenti privati contrari a quanto appena affermato.
“Dovremmo ricordacelo tutti noi, “cristiani ad orologeria” – scrivono due parroci sulla Voce dei Berici – “Per essere credibili nella difesa del crocifisso, dovremmo rispettarne con coerenza il messaggio. Nella sua interezza. Anche quando è scomodo, controcorrente. Su quella croce, ancora oggi sono inchiodati tanti “poveri Cristi”, ai margini della società. Abbiamo tolto loro diritti e dignità, respingendoli o sfruttandoli, dalle nostre terre o case. Non c’è nulla di più ipocrita, tanto meno di cristiano, che strumentalizzare la croce, per affermare un’identità, in opposizione ad altre”.
Condividiamo appieno queste parole.
La nostra posizione è chiara: sì alla legalità e al rispetto delle leggi da parte di tutti, cittadini e stranieri. No a discriminazioni, strumentalizzazioni e facili populismi. Siamo pertanto contrari a qualsiasi iniziativa di natura partitica, diretta o indiretta.
La diocesi di Padova, nel comunicato dei giorni scorsi, aspramente criticato dai vertici padovani della Lega Nord, diceva: “La sentenza ha scatenato una ridda di commenti, di prese di posizione e talora anche di gesti pubblici simbolici contro la decisione della Corte di Strasburgo. Alcuni atti plateali non sono però condivisibili dalla comunità cristiana: il crocifisso non va strumentalizzato, né può essere usato in alcuna battaglia; né contro alcuna persona. La storia lo ha insegnato”.
Noi condividiamo queste affermazioni per cui l’atteggiamento che vedremmo più opportuno sarebbe quello di fare silenzio.
Ciò nonostante intendiamo proporre un’ integrazione all’Ordine del Giorno. Proponiamo che accanto alle motivazioni storiche e culturali che il Crocifisso rappresenta, venga affermato il messaggio che esso porta di giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto fra diverse culture e religioni.
Noi chiediamo:
- di inserire, fra le considerazioni che vengono fatte, dopo “.. per la maggioranza delle nostre genti” le parole: - “il Crocifisso porta in sé un messaggio di accoglienza, giustizia, solidarietà, tolleranza e rispetto per ogni persona e la sua presenza nelle aule scolastiche simboleggia la fratellanza e l’ integrazione fra gli alunni di diversa origine, cultura e religione”;
- di togliere “ preoccupato che avanti di questo passo …” e sostituire con - “convinto che il Crocifisso esposto nelle aule scolastiche non sia causa di divisioni ma di fratellanza ed integrazione fra gli alunni”;
- sostituire il punto n. 1 con - “ A non accogliere eventuali richieste di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche e metterlo in quelle eventualmente sprovviste”.
In caso contrario non intendiamo partecipare al voto.
I Consiglieri del gruppo “Partecipazione e Democrazia”
IL PIANO CASA
novembre 23, 2009Il “Piano casa” è esattamente l’antitesi della Pianificazione del territorio. Viene autorizzata una costruzione massiccia sul territorio, non in funzione delle reali esigenze abitative delle comunità, ma allo scopo di rilanciare l’economia in un momento di crisi. Si sospende di fatto l’applicazione di tutte le regole e dei limiti fino ad ora imposti dalla legge e dagli strumenti urbanistici a tutela e salvaguardia del territorio e dei diritti degli altri cittadini. E’ come se, per curare una malattia improvvisa, il medico autorizzasse l’ammalato ad assumere qualsiasi medicina, farmaco o sostanza, senza curarsi minimamente delle controindicazioni e delle conseguenze negative e deleterie permanenti anche se facilmente prevedibili.
Tutta la produzione pianificatoria dei vari PAT e PATI di recentissima istituzione, con le varie direttrici preferenziali di sviluppo individuate dalle famose “freccette”, gli accordi con i privati dell’ art. 6 della legge, i Piani di interventi sui quali le amministrazioni si sono buttate consumando energia e soldi dei cittadini, vengono d’un tratto svuotati di valore. Sul territorio vengono scaricate le vere o presunte esigenze dell’attuale congiuntura economico-sociale, senza curarsi delle conseguenze.
Il legislatore cerca ora di contenere gli effetti di un provvedimento di tale portata limitandone l’applicazione ad un biennio, e demandando al buon senso e alla responsabilità delle amministrazioni locali la scelta e l’imposizione di “ulteriori limiti”. Il legislatore, cioè, dopo aver previsto la costruzione in deroga nella sua massima potenzialità, scarica sui Comuni la facoltà di ridurre e limitare nei loro territori le condizioni stabilite dalla legge. In buona sostanza: se il territorio e l’ambiente risulterà compromesso, la colpa sarà tutta del Comune che aveva la possibilità di salvaguardarlo modificando la legge e non l’ha fatto!
Questa, in buona sostanza, è la situazione. La scelta è demandata al Comune. Auspichiamo, quindi, che questa amministrazione nel deliberare in merito, consideri esclusivamente le reali esigenze abitative e di esercizio delle attività produttive dei propri amministrati.
LA CUBATURA DEL CERCHIO
novembre 20, 2009Ci troviamo in un momento in cui la crisi mondiale ci invita a riflettere: qualcuno sostiene che basterebbe ricominciare a consumare di più, per produrre di più e per tornare a guadagnare di più. Ma l’apparente aumento della ricchezza nell’era industriale si è basata sull’utilizzo di carburanti terrestri (petrolio, carbon fossile, suolo, ecc.) in notevole conflitto con il Sistema Ambiente. Talmente in conflitto che si è generato un’enorme surplus di beni durevoli rispetto alle risorse, facendo entrare l’Italia, al 21 settembre 2009, in riserva energetica: abbiamo già consumato quest’anno più di quanto il nostro Sistema Ambiente possa sostenere. La produzione di una certa quantità di beni è indispensabile nello sviluppo umano, ma il surplus altro non è che lo spreco di risorse energetiche e ambientali in capitale.
Per valore economico e impegno di suolo la casa è il più ingombrante dei beni durevoli. L’Italia detiene il record delle case sfitte in Europa: al nord si tratta del 19 % sul totale degli appartamenti contro una media europea dell’11,8% (dati di Cecodhas del 2005). Vado a controllare nel mio paese: solo in via don G.Zonta, sulle due palazzine prospicienti, su 30 appartamenti venduti 15 sono vuoti. Quante altre situazioni simili a Grumolo, Centrale e Zugliano?
Altri dati: secondo le analisi di Nomisma, circa il 60% del numero totale di case compravendute nel primo semestre 2009 è stato acquistato in contanti, mentre il numero dell’erogazione dei mutui da parte delle banche ha subito un forte rallentamento a causa della crisi.
Questo significa che ad acquistare casa oggi è soprattutto chi sposta gli investimenti finanziari nel mattone (anche investimenti finanziari illegali perché legati all’evasione fiscale che rientreranno con lo scudo). Saranno soprattutto seconde,terze,quarte case.
Ora veniamo al dunque: cosa ha spinto questa Amministrazione a incrementare la vendita di terreno edificabile dagli 80.000 mq iniziali agli attuali 205.000 mq? E’ solo per soddisfare la necessità di casa degli abitanti di Zugliano?
Difficile pensarlo, dato che la popolazione di Zugliano è aumentata di circa 1.000 persone in 20 anni, mentre in 205.000 mq possono essere costruite case per almeno altri 1.000 abitanti. Sommando poi sia gli appartamenti sfitti sia gli ampliamenti concessi dall’ultimo piano regolatore, avremo un surplus abitativo per i prossimi 20-30 anni. E poi non si parla mai di edilizia popolare.
Forse la risposta è molto più semplice e ” italiana”: mancando l’ICI e venendo meno i trasferimenti dallo stato centrale, gli oneri di urbanizzazione saranno indispensabili per coprire il disavanzo di bilancio. Ma di questo passo non ne usciremo più. Quel poco di buono che doveva insegnarci questa crisi (il ridimensionamento dello stile di vita per uno sfruttamento sostenibile delle risorse) verrà così vanificato.
La città come cerchio era per i greci simbolo di stabilità, armonia e condivisione; la Domus Aurea, grande struttura circolare , nelle intenzioni dell’imperatore, doveva rappresentare Roma stessa e il mondo intero. Certo di anni ne sono passati, lo sviluppo economico ha portato benessere anche se in maniera diseguale, ma in quanto a stabilità, armonia e condivisione…
Davide Manzardo
III° CONSIGLIO COMUNALE
ottobre 31, 2009Lo scorso 30 settembre abbiamo avuto il 3° Consiglio Comunale. All’ordine del giorno c’erano ben 13 punti.
I primi quattro punti discussi (tre interrogazioni e una mozione) sono stati presentati dal nostro gruppo e riguardavano rispettivamente:
2- Interrogazioni relative ai dissesti idrogeologici di Via Montecucco e di via Grumalto. Queste interrogazioni le abbiamo presentate qualche giorno prima dei tristi fatti di cronaca accaduti a Messina. In Via Montecucco dove esiste un problema di dissesto già da tempo, la giunta ha risposto che sono stati appena stanziati 110.000 euro per i lavori di assestamento (il primo stralcio); mentre per quanto riguarda il dissesto di Via Grumalto non si interviene ancora in quanto si spera in un finanziamento della Provincia; il sindaco ha detto che una delle difficoltà è che la strada interessata non risulta nelle mappe comunali. Ci è stato detto che comunque la perizia effettuata non evidenzia pericolosità, salvo che non piova copiosamente (!).
3- La terza interrogazione riguardava il trattamento dell’eternit negli edifici sul territorio comunale. In sostanza si chiedeva alla giunta se non ritenesse opportuno favorire/incentivare i cittadini che devono smaltire piccole quantità di eternit, magari favorendo un’uscita unica della ditta specializzata nella raccolta (oltrechè informare della pericolosità di tale materiale). Abbiamo fatto presente che forme analoghe di incentivazione sono state proposte per es. nel comune di Piovene (in questi giorni abbiamo appreso che anche il comune di Lugo ha deciso un’iniziativa in tal senso…). L’assessore Zavagnin ha risposto che esistono degli obblighi e delle procedure stabilite dalla legge, che il comune passa tutte le informazioni a chi deve smaltire ma non si ritiene di incentivare la raccolta dei privati da parte del comune.
4- La mozione riguardava la proposta che abbiamo fatto alla giunta di prevedere una difesa antigrandine in modo da tentare di prevenire in futuro i copiosi danni che si sono verificati a Zugliano dopo soprattutto la tempestata di agosto. Abbiamo presentato la proposta sperimentale che alcuni comuni della zona (ma anche di molte altre aree del nord italia) stanno attuando: l’installazione di rampe/cannoni ad onda d’urto che di fatto “neutralizzano” la grandine. Con una variazione temporale (noi chiedevamo entro un anno) rispetto alla proposta originaria la maggioranza ha accettato la nostra proposta che è stata votata all’unanimità. Si tratterà nelle prossime stagioni di valutare l’efficacia di queste rampe, visto che sono previsti in aumento fenomeni meteo di questo tipo.
6- E’ stata poi presentata la “VARIAZIONE DI BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO 2009”. C’era cioè bisogno di rimpinguare le casse comunali in quanto con le spese previste non si riusciva ad arrivare a fine anno. Le voci più importanti riguardano le maggiori spese per
- ILLUMINAZIONE PUBBLICA (+20.000 EURO)
- SMALTIMENTO RIFIUTI (+10.000 EURO)
- MANUTENZIONE STRAORDINARIE (+20.000)
e minori entrate rispetto alle previsioni:
- MINORI CONTRIBURI DALLO STATO (- 70.000 EURO)
- MENO SANZIONI AMMINISTRATIVE (MULTE e VIOLAZIONI AMMIN.) (-14.000 E.)
7- Si è passati poi alla “RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI”
Cioè un elenco delle opere pubbliche fin qui effettuate e di opere che sono già in programma. Sulle opere già realizzate c’è già stata ampia risonanza pre-elettorale. Per quanto riguarda le nuove opere sono previste:
- Percorso ciclo-pedonale “Le Fontane” (a Zugliano, per raggiungere Villa Giusti)
- Miglioramento impianti sportivi. Sistemazione esterna (4° stralcio)
- Asfaltature strade comunali
- Impianto termico scuole medie (termosifoni)
- Ripristino dissesti franosi (Via Montecucco)
8- E’ stata approvata (all’unanimità, anche con il nostro voto favorevole) la convenzione per il servizio di PROTEZIONE CIVILE tra i comuni di Fara e Zugliano. Si uniranno energie, personale e mezzi. La nuova sede sarà ”Casa Crestani”, a fianco del Municipio di Zugliano. Coloro che sono interessati potranno iscriversi (18 anni e buona salute) presso gli uffici comunali (chiedere di Mariano Dal Zotto).
9- Sono state approvate all’unanimità tre varianti al Piano Regolatore che riguardavano l’ampliamento parziale di tre ditte di Zugliano.
10-Infine si doveva approvare il Collaudo effettuato da un tecnico incaricato di Sarcedo relativo ai lavori eseguiti per la realizzazione di un PERCORSO PEDONALE a San Biagio.
Eravamo andati a vedere questi lavori e non ci sembravano assolutamente rispondenti al progetto (che prevedeva 10 cm. di stabilizzato e delle caditoie per l’acqua piovana. Noi abbiamo trovato 4 caditoie completamente ostruite di materiale e nessuna traccia dello stabilizzato…). Abbiamo dichiarato che era nostra intenzione dare voto contrario. Abbiamo anche mostrato le foto effettuate sul posto. A questo punto la maggioranza, ragionevolmente, ha ritenuto opportuno proporre di ritirare il punto all’ordine del giorno. Seguiremo la vicenda per capire come andrà a finire.
Per il gruppo di minoranza
Sandro Maculan
INTERVENTO SUL “PIANO ROZZOLA”
ottobre 31, 2009Come gruppo di minoranza “Partecipazione e democrazia” esprimiamo la nostra completa contrarietà relativamente all’adozione del “Piano Rozzola”. Riteniamo che aver accettato, nella precedente amministrazione, di rivedere l’accordo con la ditta Selene, ma soprattutto aver accettato e continuare ad accettare l’idea che quel pezzo di territorio ai confini di Thiene possa servire per salvare le casse comunali (“La nostra salvezza…che darà fondi e oneri per la realizzazione dei nostri obiettivi programmatici” scrive il sindaco nelle linee appena ascoltate), sia un atteggiamento politicamente miope. Vengono utilizzati pezzi del nostro territorio appunto per fare cassa anzi chè contrastare con tutte le forze disegni speculativi che pensano al territorio solo come mezzo per fare soldi, investimenti, altissimi guadagni: speculazione appunto. Parlo di pezzi preziosi del nostro territorio. Perchè ormai tutti i pezzi del nostro territorio sono da considerarsi preziosi soprattutto quelli più adatti alle coltivazioni agricole, come il territorio in questione. Nelle linee programmatiche si è parlato di sostegno all’agricoltura: solo a parole. Nei fatti vengono ancora una volta sottratti terreni alle coltivazioni. I pochi veri agricoltori rimasti nel nostro comune dove andranno a seminare in futuro? In mezzo alle rotonde? Qualche assessore ha parlato in passato di questo territorio ai confini con Thiene come un’area a cui si può tranquillamente rinunciare come se fosse senza valore. Tanto più che, in futuro, sarà pure tagliata dalla circonvallazione est… Questo è un ragionamento che vede nella cementificazione l’unica fonte di sviluppo mentre quella edilizia è solamente una delle fonti di ricchezza. Come amministratori dovremo seriamente contrastare questa cultura che se da una parte ha in passato innegabilmente prodotto anche benessere oggi va assolutamente rivista se vogliamo ancora salvare il salvabile nel territorio veneto (e non solo).
Vorrei riportare i dati relativi al territorio vicentino, raccolti in un convegno apposito organizzato dalla Provincia di Vicenza (allora presidente era Manuela Dal Lago) e gli industriali nel giugno 2004:
- Nella provincia di Vicenza, nel decennio degli anni ’80, 10.000 ettari di superficie agricola sono diventati edificabili. Nel decennio degli anni ’90 la cifra quasi raddoppia: 18.000 ettari sottratti all’agricoltura.
- La crescita di ediliza residenziale procede ad un trend molto superiore a quello demografico. La popolazione è cresciuta del 3%, le abitazioni costruite del 13,7%; va aggiunto un tasso di occupazione delle abitazioni che non satura il costruito: era l’84% cinque anni fa, ora è sicuramente molto maggiore.
- Con Verona siamo la Provincia veneta a maggiore dispersione insediativa…
Ci chiediamo e vi chiediamo quindi: che senso ha proseguire questa logica?
Le altre motivazioni con cui diciamo fermamente no a questo accordo sono le seguenti:
- Con questo nuovo piano, se guardiamo positivamente al fatto che sparisce la realizzazione di un grande centro commerciale (ci pare,a questo proposito, che anche questi non scarseggino qui intorno), nel contempo aumentando la superficie destinata ad edilizia residenziale si realizzerà – di fatto – la terza frazione di Zugliano: con questo nuovo piano nell’ATO 9 vengono previsti 1428 abitanti.
- A dimostrazione della nascita di un vero e proprio paese, la Giunta ha preteso la realizzazione all’interno di quell’area di una sala polifunzionale – che passerà di proprietà del comune – della superfice di 250 mq, per servizi di quartiere, allo scopo di evitare che quei cittadini debbano spostarsi nel centro del Comune. Tutto ciò significa
- Verranno realizzate quindi due sale polifunzionali con questa operazione: una appunto ai confini di Via Lavarone e una in Via Brenta nella nuova scuola elementare. Entrambe quindi che gravitano verso Thiene. Nessuna che coinvolga i tre centri storici. Zugliano rimarrà ancora senza? Ci sembra anche questa una grossa occasione sprecata…
- C’è un’evidente inadeguatezza della remunerazione che avrà il Comune rispetto agli enormi guadagni della ditta Selene.
- Se verrà confermato l’impianto del piano particolareggiato che avevate già approvato in giunta nella precedente amministrazione si prefigura la realizzazione di un “villaggio esclusivo”, con sbarra di accesso ai soli residenti. Quella zona era, ed è ancora oggi, luogo privilegiato di escursionismo per molti cittadini di Centrale e di Thiene che attraversano quei campi per una passeggiata, con il cane, in bicicletta… L’area diventerà off limit ai comuni cittadini?
Per il gruppo di minoranza
Sandro Maculan
AUMENTO TRAFFICO SU VIA BRENTA
settembre 23, 2009INTERROGAZIONE PRESENTATA IL 28 LUGLIO 2009 (discussa nel Consiglio Comunale del 31 agosto 2009)
Alcuni cittadini ci hanno segnalato con disagio come il traffico su Via Brenta, che ha avuto un costante incremento in questi ultimi anni, sia ulteriormente aumentato dopo la realizzazione della nuova rotatoria. Sempre più veicoli utilizzano questa strada quale circonvallazione per evitare il centro di Thiene. Inoltre, malgrado la presenza dei relativi divieti, vengono segnalati TIR che attraversano Via Brenta per poi proseguire in Via Ortigara (la nuova strada tra il cimitero di Centrale e la recente zona residenziale) e quindi, attraversando un tratto di strada bianca, verso Zanè.
Con questa interrogazione abbiamo chiesto al sindaco:
- come intende intervenire per ridurre il numero dei mezzi in transito su via Brenta, con particolare riferimento a quelli dei non residenti a Centrale;
- quali misure intende adottare per i mezzi pesanti che non rispettano il divieto di transito
Il sindaco ci ha risposto:
- che non intende vietare il traffico ai non residenti
- che ha informato i vigili urbani relativamente al passaggio dei TIR.
Inoltre, in fase di discussione durante il Consiglio Comunale ha aggiunto che il problema si risolverà quando verrà realizzata la circonvallazione est.
Ci sembra che in merito si possa e si debba intervenire prima.
Con la nostra interrogazione volevamo chiedere al sindaco come intendesse scoraggiare tale traffico “cercando di deviare quanto più possibile i flussi veicolari dai nostri centri storici” (per citare il programma elettorale della maggioranza). Pensiamo sia non solo opportuno ma anche urgente intervenire nelle forme che si pensano più opportune per realizzare concretamente quanto sopra. Molte amministrazioni di paesi vicini hanno adottato delle soluzioni: dissuasori di velocità, divieti di transito, sensi unici, ecc.
A questo proposito l’assessore Binotto nella precedente amministrazione è intervenuto in Consiglio promettendo la realizzazione di dissuasori su Via Brenta.
Per quanto riguarda la segnalazione ai vigili urbani fatta dal sindaco sarebbe importante conoscere entità e risultati dei controlli effettuati. A questo proposito il sindaco si è impegnato ad interpellare i vigili e a relazionare nel prossimo consiglio comunale.
Prossimamente è prevista l’asfaltatura della strada che costeggia gli impianti sportivi di Centrale, subito dopo Via Ortigara. Di conseguenza si accorcia ancora il tratto di strada bianca che dovrebbe scoraggiare il traffico “da attraversamento”. All’imbocco di questa strada per chi proviene da Zanè si potrebbe pensare ad un divieto di transito (con esclusione ovviamente dei mezzi agricoli che accedono ai fondi). Un’altra soluzione efficace potrebbe essere l’apposizione di una sbarra con la possibilità di accesso ai proprietari dei fondi.
Alcune domande al sindaco:
- Pensa di apporre dei divieti di transito o limitazioni quali quelle appena accennate?
- Dopo l’asfaltatura, la strada che costeggia gli impianti sportivi sarà ancora a doppio senso di circolazione?
- Pensa di far installare dei dissuasori di velocità su Via Brenta?
- Rimaniamo in attesa della relazione dei vigili urbani relative alle infrazioni rilevate.
Chiediamo che Sindaco e Giunta si facciano carico del problema approntando delle soluzioni efficaci.
per il gruppo di minoranza
Sandro Maculan
UNA PROPOSTA CONCRETA
settembre 2, 2009Costituzione di un fondo di solidarietà per le persone e le famiglie in difficoltà causa la crisi economica in atto e criteri per la sua erogazione.
Il momento che il nostro paese e la nostra comunità sta attraversando è, sotto il profilo economico, uno dei più critici dal dopo guerra.
Molte industrie, piccole medie imprese ed attività commerciali hanno già chiuso l’attività, altre stanno per chiudere, altre versano in gravi condizioni sia sotto il profilo degli ordinativi che della liquidità.
Le ripercussioni della crisi sui lavoratori e sulle loro famiglie è sotto gli occhi di tutti. Le tragiche notizie di queste ultime ore, dimostrano quale sia l’importanza del lavoro sull’equilibrio psicologico ed emotivo delle persone.
Anche nel comune di Zugliano, molti lavoratori sono in cassa integrazione con relativo disagio economico per le loro famiglie. Altri probabilmente hanno anche già perso il lavoro.
Il comune è l’istituzione più a stretto contatto con i cittadini e le loro difficoltà, e già alcune persone vi si sono rivolte, per chiedere un aiuto.
Anche i parroci e le parrocchie sono interessate da questo problema. Alcuni consigli pastorali si stanno attivando per istituire o favorire delle forme di solidarietà.
Noi della lista civica Partecipazione e Democrazia riteniamo indispensabile, data la gravità della situazione, che l’amministrazione comunale si attivi nei limiti delle proprie disponibilità, per mettere in campo delle contro misure adeguate per far fronte alle difficoltà delle famiglie e delle persone più colpite.
Nei programmi elettorali dei tre schieramenti che si sono presentati alle recenti elezioni, di cui questo consiglio è espressione, veniva sottolineata la criticità della crisi e la necessità di essere particolarmente attenti su questo tema.
Abbiamo ritenuto pertanto indispensabile con la presentazione del presente punto all’ordine del giorno, (vedi richiesta) stimolare la discussione, affinché anche nel Comune di Zugliano, si dia vita ad un’iniziativa che consenta il sostegno a chi si trova in grave difficoltà, per effetto della crisi.
Effettuando una panoramica per approfondire il tema in alcuni comuni limitrofi, rileviamo come:
- il Comunè di Carrè abbia creato un “Fondo per le Famiglie” a favore dei nuclei in difficoltà, prevedendo una somma iniziale di 5.000 € che di volta in volta la Giunta andrà a rimpinguare;
- il Comune di Santorso abbia deliberato in giunta un protocollo d’intesa tra l’ULSS 4 Alto Vicentino, il comune stesso e la provincia di Vicenza, con il progetto “Oltre la Crisi” impegnando una somma iniziale di 12.000 € quale primo stanziamento, ipotizzando uno finanziamento massimo di 40.000 € a disposizione del Responsabile dei Servizi Sociali. Il protocollo a favore dei cittadini di Santorso, si prefigge di effettuare un percorso di ricollocamento nel mercato del lavoro, tramite delle apposite “borse-lavoro” in grado di dare sostegno psicologico ed economico alla persone, tramite la loro permanenza nel circuito lavorativo;
- il Comune di Arzignano abbia sottoscritto un protocollo d’intesa con le sigle sindacali, costituendo un fondo straordinario anti crisi garantendo un finanziamento di € 100.000, intervenendo attraverso esenzioni e benefici a favore dei soggetti deboli quali pensionati, famiglie con minori o coinvolte in situazioni di crisi.
Proponiamo che a definire le modalità di attuazione dell’eventuale progetto, sia la prossima nuova commissione consigliare statuto e regolamenti comunali.
Ci auguriamo ovviamente che la crisi attenui la morsa e possano ritornare le migliori condizioni per il mondo del lavoro e dei lavoratori.
Auspichiamo pertanto che se la giunta ed il gruppo di maggioranza condivide le finalità di questa nostra proposta, possano portare questa amministrazione in tempi brevi a pianificare un intervento in questa direzione.
I consiglieri della Lista
Partecipazione e Democrazia

Pubblicato da partecipazionedemocrazia